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domenica 23 ottobre 2011

Assunzioni al MIBAC. La storia infinita...

Comitato vincitori e idonei concorso MiBAC 500 posti
comitatoconc500mibac@tiscali.it


Alla cortese attenzione
del Ministro per i Beni e le Attivita’ Culturali
On. Giancarlo Galan


Onorevole Ministro, e’ passato un anno da quando i rovinosi avvenimenti di Pompei diventarono in tutto il mondo l’emblema di un patrimonio culturale in abbandono, e oggi un nuovo crollo ci ricorda che i problemi sono ancora irrisolti.  Neppure le agognate risorse umane di alto profilo tecnico che dovevano essere attinte dalle graduatorie degli idonei del concorso bandito dal MIBAC in data 14 luglio 2008 sono arrivate a  supportare l’attivita’ di tutela e salvaguardia del Ministero, a dispetto dell’esplicita volonta’ politica di assumere nuovo personale qualificato.
Il suo insediamento a capo del dicastero aveva segnato una svolta concreta nelle politiche del governo, sancito dall’approvazione del decreto legge c.d. Omnibus (DL 31 marzo 2011, n. 34, Disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonche’ per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo) che ha autorizzato l’assunzione di 180 unita’ (in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 8-quater, del decreto-legge n. 194 del 30 dicembre 2009 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 25 del 26 febbraio 2010), attinte dalle graduatorie degli idonei dell’ultimo concorso arrivato dopo un attesa decennale.
Il decreto ha sancito la volonta’ politica di ridurre le carenze di organico, che stanno rendendo inattuabili le politiche di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Tutto sembrava far presagire una nuova stagione nel modo di concepire e gestire le Soprintendenze, che tornavano ad essere considerate, dopo tanti anni, organi tecnici di alto profilo e non valvole di sfogo per l'assorbimento di personale proveniente da enti dismessi.
Ma nonostante il decreto Omnibus fosse immediatamente esecutivo, come ha dimostrato il repentino aumento delle accise sul carburante, l’Amministrazione non ha proceduto alle assunzioni, neppure dopo la conversione in leggeIn seguito e’ arrivata la manovra di ferragosto (DL 138/2011) e un nuovo presunto blocco delle assunzioni, ma in realta’ all’art. 1 comma 4, e’ evidente che il blocco trova applicazione a partire dal 31 marzo 2012, e che quindi c’erano e ci sono ancora i tempi per dare corso alle norme di legge.
In data 22 settembre si e’ svolta davanti alla sede del Ministero una manifestazione del Comitato, e Lei ha dimostrato grande attenzione ed umanita’ nell’incontrarne i rappresentanti, ascoltarne le richieste e garantire per una soluzione alla situazione di stallo entro il mese di ottobre, assicurando che tutte le procedure sarebbero partite.
Abbiamo fortemente apprezzato il suo intervento in CdM, con l’inserimento nel ddl Stabilita’ della norma interpretativa per facilitare le assunzioni e le disposizioni per la formazione della graduatoria nazionale per le chiamate a Pompei, ma e’ notizia di qualche giorno fa lo stralcio dei relativi commi dal provvedimento.
Purtroppo ad oggi, passato un mese dal nostro presidio, con la legge di conversione (cosiddetto decreto Pompei) approvata da 5 mesi, la situazione e’ ANCORA di stallo totale e le disposizioni politico-amministrative ribadite a piu’ riprese risultano ancora completamente disattese e inattuate. Questo nonostante l’emergenza a Pompei e nel resto d’Italia si faccia sempre piu’ critica, proprio in un momento in cui il nostro Paese e’ considerato un sorvegliato speciale dall’UNESCO.
Sarebbe quindi necessario fare chiarezza sulla situazione sopra descritta, ma soprattutto sarebbe auspicabile che la burocrazia, lungi dal contrapporsi agli indirizzi di Governo, si adoperi per risolvere i problemi formali e passare ai fatti.


Non ci resta che rivolgerci direttamente a Lei, Onorevole Ministro, e chiedere  un suo intervento che dissolva i dubbi che in questi giorni di manovre, correttivi e tagli stanno minando fortemente la credibilita’ delle istituzioni e trasformando le rassicurazioni in vane promesse. Le chiediamo che si dia corso immediatamente alle disposizioni contenute nel DL 34/2011, avviando le necessarie procedure e che venga inserita nel Decreto Sviluppo, di imminente approvazione da parte del CdM, una norma che deroghi il MIBAC dall’obbligo di effettuare l’ulteriore taglio del 10% previsto dall’art. 1 comma 3 del DL 138 del 13 agosto 2011 , prescrizione che rischierebbe di vanificare gli sforzi da lei affrontati fin qui per salvaguardare il Suo Ministero.
Le porgiamo i nostri più cari saluti.
23 ottobre 2011

giovedì 22 settembre 2011

Assunzioni al MIBAC. Il presidio al Ministero...

Il Comitato vincitori e idonei concorso MIBAC 500 posti esprime la massima gratitudine al Ministro Giancarlo Galan per la disponibilità dimostrata quest'oggi.

Nel corso del presidio organizzato presso la sede del Mibac, il Ministro si è trattenuto con noi rispondendo alle nostre domande e prospettandoci il prossimo futuro in materia di assunzioni.

A fronte della ferma volontà di assumere tutti noi idonei nel giro di due o tre anni (malgrado le oggettive difficoltà nell'aggirare i diversi blocchi gravanti sulla pubblica amministrazione), il Ministro si è comunque impegnato a rendere esecutive le prime immissioni in ruolo entro un mese: ciò significa che i 180 idonei la cui assunzione è prevista dal decreto Omnibus riceveranno le convocazioni entro la seconda metà di ottobre. 
Il Comitato esprime riconoscenza anche al Direttore generale per la valorizzazione, dott. Mario Resca, e al Capo di gabinetto, Salvatore Nastasi.

mercoledì 21 settembre 2011

Assunzioni al MIBAC. Se non ora, quando?




     

Giovedì 22 settembre 2011 
PRESIDIO 
del Comitato vincitori e idonei concorso MIBAC 500 posti

ore 10 
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Roma Via del Collegio Romano 27



Che fine hanno fatto 
le 180 assunzioni urgenti nel MIBAC?

Dov’è finita l’indignazione pubblica innescata dai crolli che hanno colpito l’area archeologica di Pompei lo scorso inverno? Dove è finita l’indignazione politica verso il malgoverno dei beni culturali che ha caratterizzato l’infelice stagione dell’ex ministro Sandro Bondi, che è culminata con le sue dimissioni e che sembrava ormai superata con l’insediamento del nuovo ministro Giancarlo Galan ?
Una reazione del governo a quel grave stato di cose si è prodotta infatti con l’emanazione del Decreto legge 24 marzo 2011, n. 34, recante innanzitutto “Disposizioni urgenti in favore della cultura”
Fra queste, il segno più netto di un’inversione di rotta - non risolutiva, ma certo di ottimo auspicio - era la deroga al vigente blocco del turn-over nella Pubblica Amministrazione, e la conseguente facoltà per il MiBAC di assumere nuovo personale di tutela attingendo alle graduatorie in corso di validità.
Inizialmente, si è quantificato tale nuovo personale in circa 169 idonei, da scegliere tra i profili di Terza Area (Archeologo, Architetto, Storico dell’arte, Archivista di Stato, Bibliotecario, Funzionario amministrativo), e quelli di Seconda Area (Assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico). 
Una boccata di ossigeno provvidenziale, per un ministero che da troppi anni vede incrementare solo la quota dei dirigenti, e progressivamente svuotarsi i fondamentali ruoli tecnico-scientifici e di custodia, ruoli ricoperti da personale la cui età media si avvicina ormai a quella della pensione.
Finalmente, con una circolare del 4 agosto 2011, il MiBAC informava di aver inviato ai competenti Uffici del Ministero dell’economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica la relazione illustrativa del piano delle assunzioni, specificate in 180 nuovi dipendenti divisi in 18 dirigenti, 69 funzionari, 68 assistenti alla fruizione, accoglienza, vigilanza e 25 ulteriori funzionari da destinarsi alla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei.
Ma da allora tutto è fermo. Quel clamore mediatico e quella “necessità” e “urgenza” che avevano motivato il decreto legge, ormai sei mesi fa, sembrano potersi oggi declassare a sterili e superflui allarmismi. 
E tutto questo nonostante il ministro Galan non perda occasione di ribadire i condivisibili principi ispiratori del suo mandato (niente tagli alla cultura, investimento nella tutela e nel permanente più che nell’effimero, etc.).
A fronte dell’emorragia di migliaia di dipendenti del MiBAC che in questi anni stanno andando in pensione senza essere rimpiazzati, ci sono alcune centinaia di giovani, selezionati, preparati e in molti casi dotati di un curriculum scientifico di prim’ordine, che attendono di coronare il sogno di una vita: lavorare al servizio dello Stato per la tutela del patrimonio artistico e archeologico del nostro Paese. 
C’è una legge che da mesi ha stabilito una prima apertura a questi giovani.

Qual è la volontà del Ministero?

Comitato vincitori e idonei concorso MiBAC 500 posti 
comitatoconc500mibac@tiscali.it

martedì 20 settembre 2011

Assunzioni al MIBAC. Se non ora, quando? Muoviamoci!!!


Giovedì 22 settembre 2011 
Presidio 
del Comitato vincitori e idonei concorso MIBAC 500 posti

ore 10 
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Roma, Via del Collegio Romano 27

Assunzioni al MIBAC. Se non ora, quando?





Che fine hanno fatto 
le 180 assunzioni urgenti nel MIBAC?

Dov’è finita l’indignazione pubblica innescata dai crolli che hanno colpito l’area archeologica di Pompei lo scorso inverno? Dove è finita l’indignazione politica verso il malgoverno dei beni culturali che ha caratterizzato l’infelice stagione dell’ex ministro Sandro Bondi, che è culminata con le sue dimissioni e che sembrava ormai superata con l’insediamento del nuovo ministro Giancarlo Galan ?
Una reazione del governo a quel grave stato di cose si è prodotta infatti con l’emanazione del Decreto legge 24 marzo 2011, n. 34, recante innanzitutto “Disposizioni urgenti in favore della cultura”
Fra queste, il segno più netto di un’inversione di rotta - non risolutiva, ma certo di ottimo auspicio - era la deroga al vigente blocco del turn-over nella Pubblica Amministrazione, e la conseguente facoltà per il MiBAC di assumere nuovo personale di tutela attingendo alle graduatorie in corso di validità.
Inizialmente, si è quantificato tale nuovo personale in circa 169 idonei, da scegliere tra i profili di Terza Area (Archeologo, Architetto, Storico dell’arte, Archivista di Stato, Bibliotecario, Funzionario amministrativo), e quelli di Seconda Area (Assistente alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico). 
Una boccata di ossigeno provvidenziale, per un ministero che da troppi anni vede incrementare solo la quota dei dirigenti, e progressivamente svuotarsi i fondamentali ruoli tecnico-scientifici e di custodia, ruoli ricoperti da personale la cui età media si avvicina ormai a quella della pensione.
Finalmente, con una circolare del 4 agosto 2011, il MiBAC informava di aver inviato ai competenti Uffici del Ministero dell’economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica la relazione illustrativa del piano delle assunzioni, specificate in 180 nuovi dipendenti divisi in 18 dirigenti, 69 funzionari, 68 assistenti alla fruizione, accoglienza, vigilanza e 25 ulteriori funzionari da destinarsi alla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei.
Ma da allora tutto è fermo. Quel clamore mediatico e quella “necessità” e “urgenza” che avevano motivato il decreto legge, ormai sei mesi fa, sembrano potersi oggi declassare a sterili e superflui allarmismi. 
E tutto questo nonostante il ministro Galan non perda occasione di ribadire i condivisibili principi ispiratori del suo mandato (niente tagli alla cultura, investimento nella tutela e nel permanente più che nell’effimero, etc.).
A fronte dell’emorragia di migliaia di dipendenti del MiBAC che in questi anni stanno andando in pensione senza essere rimpiazzati, ci sono alcune centinaia di giovani, selezionati, preparati e in molti casi dotati di un curriculum scientifico di prim’ordine, che attendono di coronare il sogno di una vita: lavorare al servizio dello Stato per la tutela del patrimonio artistico e archeologico del nostro Paese. 
C’è una legge che da mesi ha stabilito una prima apertura a questi giovani.

Qual è la volontà del Ministero?

Comitato vincitori e idonei concorso MiBAC 500 posti 
comitatoconc500mibac@tiscali.it

giovedì 8 settembre 2011

Signori, si chiude! E poi?

I Soprintendenti si incontrano alla Certosa di Padula per confrontarsi sull'incerto futuro del patrimonio culturale.
http://www.unita.it/culture/beni-culturali-rischio-estinzione-br-soprintendenti-autoconvocati-1.329413
http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2011/8/109688.html
http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=89007

Cosa accadrà quando, ahimè a breve, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali chiuderà i battenti per mancanza di personale specializzato nella tutela e nella valorizzazione del tanto vantato ma forse poco amato patrimonio culturale e dell'altrettanto vantato ma maltrattato paesaggio?
Esiste un'alternativa soddisfacente?
Io credo di no, ma il punto è: esiste ora? Mentre si smantella la struttura che, tra molte difficoltà, certamente con errori e insufficienze, eppure con elevate competenze e capacità, si occupa e si preoccupa del patrimonio culturale, si sta costruendo un sistema diverso di pari, o addirittura di maggiore, efficacia?
Io non credo che sostituire lo Stato in questo compito sia una buona idea.
Credo, invece, che lo sia creare una rete di collaborazione con lo Stato. Anzi non ci sarebbe nemmeno bisogno di crearla. Esiste già, sarebbe sufficiente riconoscere e disciplinare con serietà le professioni culturali, incentivare con trasparenza ed equità il contributo delle imprese culturali e dei privati.
Ma se il progetto deve essere proprio quello di far abdicare lo Stato, allora sarebbe più saggio avere già un successore.

mercoledì 7 settembre 2011

L'emendamento fantasma e le assunzioni disperse

Dal sito del MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali):
Quest’oggi, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan, ha presentato formalmente, attraverso il Dipartimento per i rapporti con il Parlamento, due emendamenti alla manovra economica. 

Il  primo consiste nell’abrogazione del comma 31 nell’art. 1, ossia della norma che prevede l’abolizione degli enti pubblici non economici con meno di 70 dipendenti. 

Il secondo emendamento propone l’inclusione del personale con funzione di tutela e valorizzazione dei beni culturali tra quelli che la manovra stessa esclude dai futuri tagli.  


Roma, 23 agosto 2011
Ufficio Stampa - MiBAC
tel. 066723.2261 .2262



La norma della manovra economica che prevedeva la chiusura degli enti pubblici con meno di 70 dipendenti, tra cui istituzioni culturali importanti (quali l'Accademia della Crusca e l'Accademia dei Lincei), concordi maggioranza e opposizione, è stata abrogata.

Sembra essere, invece, caduto nel nulla il secondo emendamento alla manovra, che mirava ad escludere il MIBAC dal nuovo taglio del 10% degli organici della Pubblica Amministrazione, disposto all'art. 1, comma 3.
Il taglio va ad aggiungersi a quello -sempre del 10%- disposto dalla legge 133/2008 (e successive modifiche) e determina blocco delle assunzioni e del turn over, rendendo più che realistico il pericolo chiusura, per mancanza di personale, delle strutture statali di tutela e valorizzazione dei beni culturali (uffici, musei, aree archeologiche, archivi, biblioteche ecc. ecc.). Chiusura paventata non più tardi di due mesi fa dai vertici del MIBAC che sembravano finalmente aver recepito l’allarme lanciato, inascoltato, da anni dai lavoratori, dai sindacati, dalle associazioni, dai comitati...allarme che torna in questi giorni a gran voce (cgil, uil, ANA, abbracciamo la cultura).

È parsa quindi un’apprezzabile, e inderogabile, iniziativa quella del Ministro.

E però....del suddetto emendamento si sono perse le tracce.

Nel sito web del Senato appositamente dedicato alla pubblicazione del testo della legge e degli emendamenti non c'é. O se c'é è ben nascosto e non si riesce a scovarlo (e ci abbiamo provato in tanti).
L'emendamento analogo presentato dall'opposizione (emendamento 1.45), risulta respinto.
Emendamento del Ministro scomparso, emendamento dell'opposizione respinto.
Il Ministro ha espresso soddisfazione per l'abrogazione del comma 31, ma non ha fatto cenno alla sorte dell'altro emendamento.

Il rischio concreto che nel giro di pochi anni il MIBAC chiuda non avendo abbastanza archeologi, architetti, storici dell'arte, archivisti, bibliotecari, assistenti ecc. ecc. per adempiere al proprio compito costituzionale evidentemente non preoccupa e non è nemmeno notizia da prima pagina.
Nobili levate di scudi (oltre alla presa di posizione del Ministro ricordo l’iniziativa del Sole 24orea difesa delle piccole, ma prestigiose, istituzioni culturali.
Nulla contro l’ulteriore impoverimento delle risorse professionali del MIBAC e l’ormai prossima sua (in)evitabile scomparsa. Nulla, tranne l’emendamento fantasma.
Salvo poi indignarsi di fronte all'impotenza dello Stato nella tutela del patrimonio culturale, come è accaduto per i crolli a Pompei e come accade oggi in seguito agli atti di vandalismo compiuti alla Fontana del Moro e alla Fontana di Trevi. Che sono solo le più eclatanti tra le barbarie cui il patrimonio culturale e il paesaggio sono e, stando così le cose, continueranno ad essere quotidianamente sottoposti. 

Il Ministro dice che "I fondi della cultura non sono diminuiti ma aumentati, certo non sono sufficienti. Siamo lontani da una minima decenza per l'Italia"...e sul fatto di essere ben lontani dalla decenza, mi sa che siamo d'accordo.
E tuttavia non basta non aver tagliato i finanziamenti e sperare che essi aumentino negli anni, se, invece, si bloccano le assunzioni e il turn over e la struttura statale di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, in breve tempo, sarà solo una scatola vuota.

Sarebbe poca cosa persino evitare questo nuovo taglio, ché le reali necessità di personale del MIBAC sono altre.
Ma si sarebbe finalmente affermata la specificità di questo settore della Pubblica Amministrazione e del suo compito, coi fatti e non con sterile propaganda.
Una specificità, sancita dall’art. 9 della Costituzione, che gli dà il diritto di essere incluso tra quelli che non possono permettersi di perdere troppi pezzi....

Che fine ha fatto, quindi, l'emendamento annunciato per escludere il "personale con funzione di tutela e valorizzazione dei beni culturali tra quelli che la manovra stessa esclude dai futuri tagli"?

La preoccupazione per il destino del MIBAC e per il futuro dei beni culturali e del paesaggio è svanita all'improvviso così come si era materializzata.

Avremmo dovuto capirlo dal fatto che dopo oltre 5 mesi dall'approvazione del decreto omnibus che autorizzava assunzioni in deroga al blocco vigente, le assunzioni non sono ancora state fatte.
Da una circolare del MIBAC del 4 agosto scorso sappiamo che saranno chiamati (o dovrebbero essere chiamati?) dal prossimo mese di settembre in 180: 18 dirigenti, 25 funzionari a Pompei e 69 funzionari e 68 assistenti non si sa come ripartiti per regione e per profilo professionale.
Settembre è arrivato e ha portato, anziché la buona novella delle chiamate, il rischio che salti tutto a causa della nuova manovra economica con il suo nuovo taglio degli organici.
Non sembra però urgente porre rimedio, e in fretta, al grande pasticcio...se ne parlerà la prossima settimana...ma la prossima settimana potrebbe essere troppo tardi.

domenica 4 settembre 2011

Anteprima ANA a "Presa Diretta" di Riccardo Iacona


Dal minuto 44 un'anteprima della partecipazione dell'ANA alla prossima stagione del programma 'Presa Diretta' di Riccardo Iacona

[dal sito www.rai.tv]
Quante sono le partite Iva in Italia? Quante sono attive? 
Con la manovra fiscale il governo pensa di cancellare le partire Iva inattive da almeno tre anni che sarebbero, secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate, due milioni, ma prevede anche di cambiare le regole del forfait fiscale e molti contribuenti rischiano un aumento delle tasse. Come reagirà il “popolo delle partite Iva”? 
In studio il giornalista Riccardo Iacona, il direttore generale dell’Inps Mauro Nori, il presidente del Consiglio Nazionale Forense Guido Alpa, il commercialista Enrico Zanetti, lo scrittore Sergio Bologna, la giornalista de Il Fatto Quotidiano Daria Lucca, Ilaria Lani della Cgil, onorevole Maurizio Paniz del Pdl e il senatore dell’Idv Felice Belisario.




lunedì 29 agosto 2011

Appello-Invito "Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori"

dal sito STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO


"Proponiamo la nascita di un Forum Nazionale che coinvolga associazioni e singoli cittadini in tutta Italia, capace di mantenere le peculiarità di ciascun soggetto ma con un unico obiettivo: SALVARE IL PAESAGGIO E IL TERRITORIO ITALIANO dalla deregulation e dal cemento selvaggio. La prima assemblea si terrà Sabato 15 Ottobre (dalla mattina alla sera ...) non a caso a Cassinetta di Lugagnano (Milano), primo Comune d'Italia ad avere deliberato la crescita zero del proprio Piano di Gestione del Territorio. Tenetevi liberi per quella giornata !"


l'appello: http://forum.salviamoilpaesaggio.it/


Da Assisi un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Fermiamo lo scempio del paesaggio italiano"


Assisi, 24 agosto 2011
(vigilia del primo anniversario dell’assassinio di Angelo Vassallo)

Al Presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano

E per conoscenza:
Ai Presidenti della Camera e del Senato
al Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
al Presidente del Parlamento Europeo
al Presidente della Commissione Europea
al Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare
al Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Al Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici
al Ministero del Turismo
al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
al Ministero della Giustizia
alla Conferenza Stato-Regioni
all’Unione delle Province Italiane
all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
agli Assessorati alla Cultura e all’Ambiente
all’Associazione Nazionale della Stampa
a Italia Nostra
Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali (Federparchi)
al Fondo per l’Ambiente Italiano
a Lega Ambiente
al Touring Club Italiano
al WWF
a Greenpeace
al Club Alpino Italiano
a Mountain Wilderness Italia
al Seminario Internazionale Terra Mater
al Presidente ed al Segretario della Conferenza Episcopale Italiana
alla Commissione Globalizzazione e Ambiente della FCEI
al Vescovo di Assisi, Monsignor Domenico Sorrentino
ai quattro Ordini Francescani di Assisi,

a tutte le Associazioni interessate 

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature
(…)
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.


Ci appelliamo a Lei, signor Presidente, al termine di una settimana di studi che ha portato alla coscienza di ciascuno l’irreversibile dissipazione della bellezza dei paesaggi storici e naturali per i quali il nostro Paese è famoso nel mondo. Essi rappresentano la risorsa preziosa e comune di tutta la nazione, e ad essi si lega una delle poche residue possibilità di una sua ripresa culturale, economica e civile.
Ci appelliamo a Lei, nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, perché la Sua autorevole voce si levi a fermare questa dissipazione, che rappresenta un crimine senza pari nella sua globalità e irreversibilità. Essa distrugge un patrimonio di bellezza, memoria e cultura che è il fondamento della nostra identità morale, civile e spirituale. Inoltre sfigura letteralmente il volto della nostra nazione, e spegne la speranza di tutti quei giovani che si sono preparati e formati alla tutela, alla valorizzazione, alla crescita di questa inestimabile ma intaccata ricchezza di tutti.
Dalle Alpi alla Sicilia, dall’Altopiano a Pantelleria, dalle isole maggiori e minori al Cilento: per tutta la lunghezza dei litorali umiliati dalla svendita delle spiagge e dalla moltiplicazione forsennata dei porti turistici, per tutti i parchi naturali che subiscono riduzioni e manomissioni, per tutti i luoghi incantevoli stuprati dalla costruzione di autostrade e strade quasi sempre superflue a fronte di una viabilità già ampiamente assicurata, e certamente dannose ai fini della valorizzazione turistica dei territori che attraversano, assistiamo oggi a una vera e propria distruzione di un patrimonio che non è solo nostro ma dell’umanità tutta intera, e delle generazioni future.
Il paesaggio naturale e il paesaggio storico della penisola sono sottoposti a dissipazioni, cementificazioni e sconvolgimenti artificiali che non solo hanno aumentato la loro scala e intensità negli ultimi vent’anni in modo esponenziale, ma vedono proprio ora un’accelerazione improvvisa, a dispetto di ogni crisi, come se ci fosse una sinistra pulsione a rapinare tutto quello che si può, finché si è in tempo.
Autorevoli studiosi di ogni disciplina pertinente, dalla storia dell’arte all’economia, dalle scienze naturali e ambientali all’architettura, dall’ingegneria alle scienze dell’amministrazione, hanno a più riprese e sotto molteplici punti di vista argomentato il carattere fallimentare dell’affidare progetti di sviluppo e crescita economica alla cementificazione indiscriminata e invasiva del territorio. Studiosi dell’evoluzione dei fenomeni mafiosi nel nostro Paese hanno dimostrato al di là di ogni dubbio il coinvolgimento della criminalità organizzata in una parte crescente del mondo dell’edilizia e del movimento terra.
Profondamente preoccupante è inoltre l’ipotesi, recentemente formulata dal Governo, di ricorrere alla vendita di parte dell’ingente patrimonio immobiliare dello Stato ai fini del risanamento finanziario, per ottenere un’immediata liquidità svincolata da ogni garanzia sia sull’affidabilità delle agenzie coinvolte sia sui criteri di selezione e di utilizzo degli immobili da alienare.
Ci appelliamo a quest’ultima speranza: che la Sua autorevole voce possa indurre le istituzioni pubbliche e locali preposte al controllo del territorio e la magistratura ad attivarsi prontamente per fermare gli scempi che violano apertamente le vigenti disposizioni di legge, nonché lo spirito dell’articolo 9 della nostra Costituzione sulla tutela del paesaggio.
Durante del 69° Corso di Studi Cristiani già 206 persone hanno sottoscritto l'appello.
Invitiamo tutti coloro che hanno a cuore l’Italia e la sua bellezza, italiani e non, a firmare questa petizione.