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domenica 4 dicembre 2011

Stati Generali della Cultura, Roma Officine Marconi, 3-4 dicembre 2011

Alcuni degli interventi della prima giornata degli Stati Generali della Cultura organizzati dal Partito Democratico. 
Segnalo in particolare quelli di Salvo Barrano e Irene Berlingò che toccano con grande concretezza e precisione i temi a mio parere più rilevanti. Grazie.

Intervento di Pietro Guzzo, ex Soprintendente Archeologo di Pompei


Intervento di Irene Berlingò, Presidente Assotecnici



Intervento di Luigi Malnati, Direttore Generale per le Antichità


Intervento di Salvo Barrano, Associazione Nazionale Archeologi



Intervento di Adriano La Regina, ex Soprintendente Archeologo di Roma


Intervento di Roberto Cecchi, sottosegretario ai Beni Culturali

domenica 14 agosto 2011

L'ARCHEOLOGIA NON E' DEBITO PUBBLICO

I media non sempre riescono, nella sintesi, a far luce sulle reali condizioni del mondo della cultura, spesso banalizzando situazioni molto complesse.
Ci proviamo noi, Associazione Nazionale Archeologi, in questi giorni drammatici per l’Italia,
perché non è accettabile per un paese civile giustificare, vista la crisi economica, ulteriori tagli alla cultura.
Secondo quanto affermato in un’intervista dal sovrintendente romano Broccoli i taglidovrebbero riguardare lo scavo archeologico, su cui da tempo peraltro lo Stato non investe (l'intervista è disponibile online su CorriereTv e presenta, significativamente, un controaltare nelle parole di Carlotta Bassoli, socia ANA Lazio: http://video.corriere.it/archeologi-crisi/077959d4-c3d8-11e0-9d94-686c787ab248).

Generalizzare così significherebbe ammettere deroghe all’istituto della tutela, imprescindibile nelle situazioni di emergenza che si verificano quotidianamente nei lavori che trasformano le nostre città e i nostri territori e dove lo scavo o sorveglianza/assistenza non è un costo per lo Stato ma per il privato committente, da anni.
Questa idea dell'archeologia come un costo eccessivo che non produce un utile tende aledere e rendere ancora più precaria tutta quella popolazione di archeologi professionisti che rende possibile non solo la tutela ma la gestione e la valorizzazione del patrimonio archeologico.

Serve una sola parola: "programmazione".
Anche e proprio dentro la crisi economica ci si può indirizzare verso una corretta gestione delle risorse archeologiche.
Come ANA, suggeriamo d'investire nella corretta pratica dell'archeologia preventiva, che può certamente far contenere i costi e sviluppare i giusti investimenti nel settore, che avranno una ricaduta occupazionale ben oltre la categoria degli archeologi, producendo ricchezza per il Paese.
Inoltre suggeriamo di programmare le attività di studio sui materiali conservati all'interno dei magazzini e finalmente arrivare alla valorizzazione: mostre, percorsi aperti al pubblico e via dicendo.

Cominciamo a “produrre cultura”, proviamo a “narrarla” ai più.
Per farlo servono più o meno le stesse figure professionali e, soprattutto, quella dell'archeologo.

venerdì 5 agosto 2011

ARCHEOPOLIS - Bologna 23-25 settembre

Dal sito dell'Associazione Nazionale Archeologi:

A Bologna dal 23 al 25 settembre ritornano gli antichi Romani.

Archeopolis è un progetto nato per celebrare i 130 anni dell’apertura del Museo Archeologico e i 2200 anni dalla fondazione di Bologna romana.

Nel 189 a.C. nasceva, infatti, la colonia di Bononia, che sarebbe diventata di lì a poco uno dei centri affacciati lungo la via Aemilia (187 a.C.), direttrice di traffici, merci e uomini, allora come ora.
Dal 23 al 25 settembre il Museo Civico Archeologico di Bologna promuove una serie di iniziative per valorizzare il patrimonio archeologico della città, dei luoghi storici di Bologna e delle sue più importanti istituzioni culturali in collaborazione e in concomitanza con Artelibro, Festival del Libro d’Arte.

Il programma prevede laboratori, percorsi espositivi, momenti musicali, visite-spettacolo, conferenze, presentazioni di libri, tavole rotonde, convegni, visite guidate e incontri che ruotano attorno al tema dell’archeologia, con particolare riguardo alla celebrazione di Bononia e del Museo Archeologico.
Il Museo Archeologico, in particolare, diventa contenitore per nuove proposte dedicate ai bambini e ai ragazzi, come il percorso espositivo dell’illustratore Sandro Natalini, autore dell’Archeogame, un gioco ispirato ai temi dell’archeologia e agli oggetti delle collezioni bolognesi. Per i più grandi, invece, un omaggio alle radici storiche delle terme, che tanta importanza ebbero nella vita quotidiana degli antichi romani.

La collaborazione con il Dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Bologna offre poi l’occasione per mettere a confronto, in un’articolata tavola rotonda, le diverse realtà della professione dell’archeologo, un tema di forte attualità nel panorama culturale italiano.

Alla tavola rotonda, prevista sabato 24 settembre, prenderà parte Salvo Barrano, Vicepresidente dell'ANA.

Il mestiere dell'archeologo. Vivere di archeologia: quali prospettive, quali professionalità
ore 11.00 - 17.00 - Università di Bologna – Dipartimento di Archeologia - Piazza San Giovanni in Monte, 2 – Aula Prodi
Qual è il lavoro dell’archeologo? Quale bagaglio di conoscenze deve possedere? In che contesti opera? Con quali tutele? Quanto deve guadagnare e chi lo decide? A quali logiche di mercato deve sottostare? La laurea fa l’archeologo? È chiaro che assegnare una figura professionale all’archeologo oggi significa riflettere sulla sua formazione, sulla sua deontologia e sul contesto in cui è chiamato a operare.
Tavola rotonda promossa da Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna
Coordina: Giuseppe Sassatelli (Direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Intervengono
Luigi Malnati (Direzione Generale per le Antichità – Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Filippo Maria Gambari (Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna)
Giuseppe Sassatelli (Direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Paola Giovetti (Direttrice del Museo Civico Archeologico di Bologna)
Enrico Giorgi (Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Stefano Campana (Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena)
Franco Marzatico (Direttore del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, Trento)
Salvo Barrano (Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Archeologi)
Giorgia Leoni (Presidente della Confederazione Italiana Archeologi)

sabato 16 luglio 2011

Assunzioni al MIBAC. Come, dove e quando? tre mesi e mezzo dopo

Il 31 marzo 2011 è entrato in vigore un decreto legge (DL 34/2011, convertito nella L. 26 maggio 2011, n. 75 in G.U. 27 maggio 2011, n. 122) che, tra le altre disposizioni, autorizza il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ad assumere personale dalle graduatorie in corso di validità, in deroga al blocco del turn over.
La deroga rispondeva alla necessità e all’urgenza rese esplicite dalla triste vicenda di Pompei dell’autunno scorso, che tanto disappunto ha suscitato e che ha messo in evidenza le diverse problematiche di una politica dei beni culturali non idonea. Tra queste la drammatica carenza di personale delle strutture ministeriali di tutela del patrimonio culturale e le conseguenti difficoltà delle stesse nell’adempimento dei propri compiti.

In base alle norme in vigore per il turn over nella pubblica amministrazione è stato calcolato un contingente di circa 178-180 unità, da attingere dalle graduatorie in corso di validità, in parte destinato a Pompei (circa 25 unità di funzionari tecnici), in parte destinato alla fascia dirigenziale (10 unità), il resto da distribuire nelle altre regioni e tra i diversi profili professionali (funzionari tecnici quali archeologi, architetti, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari, amministrativi e assistenti alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico).

Data la natura del provvedimento di legge adottato per affrontare la questione e, almeno in riferimento a Pompei, data la scadenza che il decreto stesso poneva per il programma straordinario di interventi in quel sito (“il Ministro per i Beni e le Attività culturali adotta, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un programma straordinario e urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro da realizzarsi nelle suddette aree”), dato il rapporto stretto, strettissimo, tra il suddetto programma e le assunzioni (“per il conseguimento degli obiettivi e per la realizzazione del programma di cui al comma 1 e' autorizzata l'assunzione.....”) e date le rassicurazioni del Ministro sulla rapidità delle assunzioni, era lecito aspettarsi una qualche speditezza?
Era lecito attendersi che il Ministero, gravato da decenni dal depauperamento dell’organico, cogliesse l’occasione prontamente?

Tre mesi e mezzo dopo l’entrata in vigore del decreto non si sa nulla. Né delle graduatorie per Pompei (da elaborare sulla base di quelle delle altre regioni, in Campania il concorso non ci fu), né della ripartizione per regione e per profilo degli altri posti, né dei tempi delle assunzioni.

Si fa sempre più insistente il disagio per l’assenza di notizie certe sulle assunzioni...e l'affanno di un'attesa che appare interminabile. Per quanto tempo si può vivere una vita sospesa a impenetrabili decisioni altrui che sembrano non arrivare mai?

I numeri sono risicati e queste assunzioni non faranno il miracolo di salvare il sistema di tutela del patrimonio culturale. E tuttavia esse sono una risorsa che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali non può permettersi di tenere sospesa ancora a lungo, tanto meno di perdere.
Anche perché si corre il serio rischio di non averne altre a breve termine.
"Il MIBAC non subirà alcun taglio del personale", eppure si appresta ridurre il proprio organico del 10%, rendendo di fatto impossibili altre assunzioni per chissà quanto tempo, e si avvia così alla chiusura entro “tre-quattro anni” (http://it.notizie.yahoo.com/beni-culturali-giro-per-mibac-rischio-chiusura-124200499.html
È urgente fare chiarezza sul futuro del MIBAC e del patrimonio culturale dell'Italia. Inquieta  non poco il disaccordo delle alte sfere del Ministero: nessuna previsione di taglio del personale o rischio chiusura per carenza di personale? Qual è la verità?

mercoledì 1 giugno 2011

mercoledì 30 marzo 2011

Ferrara - Salone dell'Arte e del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali

Apre oggi la XVIII edizione del Salone dell'Arte e del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali di Ferrara.
Tra le diverse iniziative promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali segnalo per il settore archeologico:

Convegni:
I restauri di Ravennantica. Esperienze di valorizzazione nel mosaico antico
Promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna e Fondazione RavennAntica, Parco Archeologico di Classe

L’area archeologica di Augusta Bagiennorum: interventi di recupero, restauro e valorizzazione
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte

Il progetto di restauro dell'area archeologica di Libarna: studi ed analisi propedeutici al restauro delle strutture monumentali
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte

Incontri Tecnici:
Struttura di protezione-funzione di integrazione e conservazione - Palazzo Re Barbaro di Porto Torres
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro

Le navi del porto di Olbia: dallo scavo al museo
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro

Il male della pietra: diagnosi e cura di un monumento megalitico
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Sassari e Nuoro

Incontri allo stand
Quali rotte per la nave di Valle Ponti? Confronto fra nuove e le vecchie metodiche nel restauro dei grandi legni archeologici imbibiti
Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna


Amici del Museo Archeologico di Olbia

Si è recentemente costituito su Facebook il Gruppo degli Amici del Museo Archeologico di Olbia, che oggi conta 634 iscritti in Italia e all’estero.
Il gruppo sostiene e promuove il Museo nella convinzione che rappresenti una struttura culturale di straordinario valore, che racchiude in sé eccezionalmente tre funzioni di primaria importanza: custodia della memoria storica della città; riqualificazione urbana dell’area portuale, valorizzazione dell’offerta culturale e turistica.
La ricchezza delle collezioni esposte e di un’eccezionale sezione di archeologia navale, la qualità progettuale dell’edificio appositamente costruito per accogliere il Museo e la posizione tra il centro urbano e il porto rendono questa struttura un ponte ideale che introduce i viaggiatori alla conoscenza della città, riallacciando i fili della sua storia presente e passata.
Pur essendo stato aperto al pubblico finora soltanto per brevi periodi, dopo l’inaugurazione nel 2007, il Museo ha già raccolto consensi e apprezzamento da parte di visitatori italiani e stranieri, che ne sono diventati i principali sostenitori e promotori.
E’ auspicio comune che il successo ottenuto incrementi il sentimento di orgoglio dei cittadini di Olbia per un simile patrimonio, che di fatto arricchisce la città e la comunità.

Il Museo è stato aperto al pubblico ieri pomeriggio, dopo quasi 4 anni dal suo allestimento e dall'inaugurazione.
La speranza è che questa sia la volta buona e che la gestione transitoria approntata dal Comune di Olbia sia effettivamente tale e che ad essa si sostituisca al più presto una gestione stabile e qualificata quale una simile struttura merita.

Per aderire al gruppo Amici del Museo Archeologico di Olbia ed essere aggiornati sulle iniziative in corso è sufficiente iscriversi attraverso la pagina di Facebook.

giovedì 24 marzo 2011

Museo Archeologico di Olbia

Martedì 29 marzo 2011, ore 17:30
Apertura Museo Archeologico di Olbia e presentazione del Relitto 1 e dei timoni e degli alberi di navi romane rinvenute nello scavo del porto antico.

Sospese le Giornate Nazionali per la Cultura e lo Spettacolo

Preso atto del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri che accoglie molte delle richieste avanzate, i promotori sospendono la mobilitazione del 26-28 marzo a favore della Cultura e dello Spettacolo e tuttavia richiamano le molte cose ancora da fare.
Perciò propongono che si apra al più presto un tavolo nazionale di confronto e discussione delle proposte di riforma per il rilanciare il settore culturale. 
http://www.fondoambiente.it/Visto-Dal-FAI/sospese-le-giornate-nazionali-cultura-e-spettacolo.asp

mercoledì 23 marzo 2011

E qualcosa finalmente si muove...

236 milioni di euro: 149 per il FUS, 80 per i Beni Culturali, 7 per le istituzioni culturali.
Una "norma stabile, perenne" a partire dal 2011.
Per Pompei un piano straordinario di manutenzione, poteri più incisivi per il Soprintendente Archeologo in materia di tutela e autonomia di gestione dei fondi, assunzione di 30 funzionari (archeologi e architetti), 50 operai specializzati.
Sblocco delle assunzioni (non solo Pompei, quindi) di dirigenti e funzionari tecnici: 170 unità all'anno.
Questi i provvedimenti previsti dal decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri

Finalmente una risposta concreta.
Finalmente si apre uno squarcio nel muro di silenzio e di immobilità innalzato nei mesi scorsi di fronte all'ineluttabilità di rivedere una politica dissennata e di rilanciare un settore che sta morendo nell'indifferenza dei più.

Restano da definire i dettagli delle assunzioni, non irrilevanti per la vita di chi attende da oltre un anno di sapere se e quando arriverà il suo momento. 
Come ad esempio la distribuzione dei posti per profilo professionale e per regione. 
Come ad esempio i criteri di assunzione dei funzionari a Pompei, dal momento che in Campania non ci sono graduatorie aperte.
L'attesa continua, con un po' di speranza in più...con la speranza che non sia solo un'illusione.


Qualche riserva va comunque avanzata sullo scambio "aumento biglietto del cinema/aumento accise carburanti"...sicuri che non si poteva fare di meglio?

domenica 20 marzo 2011

"Soprintendenze ridotte all'osso". Ilaria Borletti, Presidente FAI a Che tempo che fa, Rai3

Tra le altre, domanda di Fazio sul Ministero per  Beni e le Attività Culturali: qual è il primo provvedimento che secondo lei andrebbe adottato?
Risposta: Intanto ripristinare l'organico del Ministero. Abbiamo Soprintendenze che sono ormai ridotte all'osso che non possono più esercitare quel compito di tutela che precede il compito di valorizzazione...............ripristino dei fondi..............ridare a questo Ministero la dignità di Ministero cardine....per il presente.....e soprattutto per pensare al futuro.......

martedì 15 marzo 2011

Io scelgo i Beni Culturali, e tu?

Salvatore Settis prima, Andrea Carandini ora. 
Due Presidenti del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e del Paesaggio che si dimettono nel giro di due anni vorrà pure dire qualcosa.
La resa di fronte ad un vergognoso accanimento contro i beni culturali e contro le persone che se ne prendono cura.
Ma se "hanno vinto i nemici del patrimonio", abbiamo perso tutti.
Io non voglio perdere.
Io scelgo i beni culturali, e tu?

domenica 13 marzo 2011

Io scelgo i Beni Culturali

La politica per i Beni Culturali ha toccato il punto di non ritorno. Occorre fare una scelta.
Si può tacere e lasciare che si prosegua, senza inciampi, lungo la strada tracciata negli ultimi anni, abbandonare a se stesso il patrimonio culturale, finché non ci sarà più modo di rimediare e l’obiettivo di liberarsi del pesante fardello sarà raggiunto.
Oppure si può dire BASTA e tracciare un’altra strada.
Chi nell’ampio mondo dei Beni Culturali ha scelto di operare lo sta facendo, in vari modi, da tempo. E ancora, duole dirlo, non è sufficiente.
L’ormai celebre, e infelice, frase “con la cultura non si mangia” è stata commentata più e più volte. E più e più volte ne è stata sottolineata l’inesattezza.
Eppure l’idea che la cultura non è un lavoro è più diffusa di quanto si pensi.
Grava sulla cultura e sulle professioni culturali l’ombra, opprimente, del dilettantismo, che ne mina la dignità e la credibilità.
Lo sappiamo bene noi archeologi, che non esistiamo, ufficialmente.
E non è che ciò abbia a che fare solo con i professionisti che operano dall’esterno –sui quali, certo, il peso è più grave perché essi sono anche senza potere contrattuale nei rapporti di lavoro, senza diritti, senza tutele di alcun genere. Senza e basta.

sabato 12 marzo 2011

Archeologhe che (r)esistono - Intervento ANA alla manifestazione RIMETTIAMO AL MONDO L'ITALIA - 8 marzo 2011


Siamo su questo palco, ma noi non esistiamo.

Studiamo sette anni tra laurea e specializzazione in università statali; lavoriamo coperte da contratti fasulli e degradanti, spesso per grandi aziende pubbliche; paghiamo regolarmente le tasse e lavoriamo ogni giorno nei cantieri urbani e nei grandi scavi scientifici, ma per lo Stato la nostra professione, semplicemente, non esiste.

Forse perché noi non portiamo in salvo l’antico vaso, non allineiamo le piramidi di Giza per aprire passaggi dimensionali per gli extraterrestri, non ci lanciamo con le liane per espugnare il tempio maledetto o recuperare il sacro Graal.
Noi abbiamo scelto di studiare e interpretare il passato per restituirlo al presente e al futuro di chi ci sarà dopo di noi, facendo proprio quel patrimonio di conoscenze che insegna a leggere e ricomporre, attraverso gli oggetti e i frammenti, i modi in cui uomini e donne di volta in volta hanno risolto insieme la loro esistenza.