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martedì 27 settembre 2011

Petizione per la ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico.

AL GOVERNO ITALIANO

L'Associazione Nazionale Archeologi denuncia la mancata ratifica dell'Italia della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico e, in occasione della tavola rotonda "Il mestiere dell'Archeologo" voluta dall'Università di Bologna e svoltasi sabato 24 settembre presso il Dipartimento di archeologia, ha lanciato una petizione per la ratifica da parte dell'Italia della Convenzione europea firmata a La Valletta il 16 gennaio 1992.

La Convenzione è un documento che ha profondamente influenzato la pratica della ricerca archeologica in Europa: in moltissimi paesi europei ha portato ad una profonda riforma del settore attraverso legislazioni organiche che mettono l'archeologia in grado di stare più facilmente al passo con le esigenze della società moderna.

L’Italia, pur avendo firmato l’atto nel 1992, vent'anni dopo non l’ha ancora ratificato, accumulando in questo modo un notevole ritardo rispetto al resto dell'Unione che sta prodigandosi in grandi sforzi nella programmazione delle risorse pubbliche e private destinate alla ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale europeo.

Il Trattato è infatti alla base delle più evolute forme di archeologia preventiva che in Europa costituiscono ormai una delle basi principali dell’attività archeologica.
Gli articoli 5 e 6 della Convenzione stabiliscono che le esigenze della tutela delle testimonianze archeologiche devono essere integrate nei programmi di pianificazione territoriale ma soprattutto che le risorse economiche per tale tutela, in tutte le sue forme (indagini non distruttive, scavo dei siti, conservazione dei resti e soprattutto pubblicazione dei risultati), vengano inserite nel bilancio dei lavori sia pubblici che privati e che quindi non gravino necessariamente sui fondi degli Enti pubblici di tutela, dotazioni che si sono dimostrate nel tempo strutturalmente insufficienti.

Nei Paesi che hanno pienamente accolto le indicazioni della Convenzione, sono nate straordinarie opportunità occupazionali nel settore che si sono immediatamente tradotte in centinaia di posti di lavoro per giovani e meno giovani archeologi oltre che in una rinnovata in un evoluzione della professione, in una rinsaldata coesione degli operatori, in una ritrovata dignità professionale.

Per queste ragioni chiediamo al Governo italiano la ratifica del Trattato in tempi rapidi e l'impegno degli organi legislativi ad avviare contestualmente un percorso legislativo condiviso che riordini la disciplina in materia tenendo conto degli articolati interessi che esprimono i diversi attori nel difficile ma fecondo campo del rapporto fra archeologia e pianificazione territoriale.

I firmatari

domenica 25 settembre 2011

Petizione per la ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico.





Non è necessaria la registrazione, verrà solo chiesto di apporre la propria firma.
Un'email automatica sarà poi inviata all'indirizzo di posta indicato: essa contiene un link che va cliccato per confermare la firma.

L'ANA denuncia la mancata ratifica della Convenzione europea per la protezione del patrimonio archeologico

L'Associazione Nazionale Archeologi denuncia la mancata ratifica da parte dell'Italia della Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico e, in occasione della tavola rotonda "Il mestiere dell'Archeologo" voluta dalll'Università di Bologna e svoltasi sabato 24 settembre presso il Dipartimento di archeologia, ha lanciato una petizione per la ratifica da parte dell'Italia della Convenzione europea firmata a La Valletta il 16 gennaio 1992.

La Convenzione è un documento che ha profondamente influenzato la pratica della ricerca archeologica in Europa: in moltissimi paesi europei ha portato ad una profonda riforma del settore attraverso legislazioni organiche che mettono l'archeologia in grado di stare più facilmente al passo con le esigenze della società moderna. 

L’Italia, pur avendo firmato l’atto nel 1992, vent'anni dopo non l’ha ancora ratificato, accumulando in questo modo un notevole ritardo rispetto al resto dell'Unione che sta prodigandosi in grandi sforzi nella programmazione delle risorse pubbliche e private destinate alla ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale europeo.

Il Trattato è infatti alla base delle più evolute forme diarcheologia preventiva che in Europa costituiscono ormai una delle basi principali dell’attività archeologica. 
Gli articoli 5 e 6 della Convenzione stabiliscono che le esigenze della tutela delle testimonianze archeologiche devono essere integrate nei programmi di pianificazione territoriale ma soprattutto che le risorse economiche per tale tutela, in tutte le sue forme (indagini non distruttive, scavo dei siti, conservazione dei resti e soprattutto pubblicazione dei risultati),vengano inserite nel bilancio dei lavori sia pubblici che privati e che quindi non gravino necessariamente sui fondi degli Enti pubblici di tutela, dotazioni che si sono dimostrate nel tempo strutturalmente insufficienti.

Nei Paesi che hanno pienamente accolto le indicazioni della Convenzione, sono nate straordinarie opportunità occupazionali nel settore che si sono immediatamente tradotte in centinaia di posti di lavoro per giovani e meno giovani archeologi oltre che in una rinnovata in un evoluzione della professione, in una rinsaldata coesione degli operatori, in una ritrovata dignità professionale.

Per queste ragioni l'ANA chiede al Governo italiano la ratifica del Trattato in tempi rapidi e l'impegno degli organi legislativi ad avviare contestualmente un percorso legislativo condiviso che riordini la disciplina in materia tenendo conto degli articolati interessi che esprimono i diversi attori nel difficile ma fecondo campo del rapporto fra archeologia e pianificazione territoriale.

Dal sito dell'Associazione Nazionale Archeologi

giovedì 22 settembre 2011

BOLOGNA 24.9.2011 > Il mestiere dell'archeologo. Vivere di archeologia: quali prospettive, quali professionalità

Nell'ambito del progetto Archeopolis tavola rotonda promossa dal Dipartimento di Archeologia dell’Università degli Studi di Bologna per mettere a confronto le diverse realtà della professione dell’archeologo, un tema di forte attualità nel panorama culturale italiano. 

Il mestiere dell'archeologo. Vivere di archeologia: quali prospettive, quali professionalità
Sabato 24 settembre 2011
ore 11.00 - 17.00 - Università di Bologna – Dipartimento di Archeologia - Piazza San Giovanni in Monte, 2 – Aula Prodi
Qual è il lavoro dell’archeologo? Quale bagaglio di conoscenze deve possedere? In che contesti opera? Con quali tutele? Quanto deve guadagnare e chi lo decide? A quali logiche di mercato deve sottostare? La laurea fa l’archeologo? È chiaro che assegnare una figura professionale all’archeologo oggi significa riflettere sulla sua formazione, sulla sua deontologia e sul contesto in cui è chiamato a operare.

Coordina: Giuseppe Sassatelli (Direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Intervengono
Luigi Malnati (Direzione Generale per le Antichità – Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
Filippo Maria Gambari (Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna)
Giuseppe Sassatelli (Direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Paola Giovetti (Direttrice del Museo Civico Archeologico di Bologna)
Enrico Giorgi (Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna)
Stefano Campana (Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena) 
Franco Marzatico (Direttore del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, Trento)
Salvo Barrano (Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Archeologi)
Giorgia Leoni (Presidente della Confederazione Italiana Archeologi) 


venerdì 5 agosto 2011

Master in Archeologia preventiva e management del rischio archeologico

La LUISS Business School, divisione dell’Università Luiss Guido Carli, e l’ANA – Associazione Nazionale Archeologi, la principale associazione di categoria con radicamento nazionale che si occupa di promuovere lo sviluppo professionale degli archeologi nei diversi settori di competenza, hanno organizzato il Master in Archeologia preventiva e management del rischio archeologico che si terrà a Roma tra il 24 ottobre 2011 e il 10 febbraio 2012.
Con il patrocinio dell'ANCI, il corso mira a formare figure professionali in grado di: partecipare alla progettazione delle trasformazioni del territorio ottimizzando l’interazione tra patrimonio archeologico e sviluppo infrastrutturale; favorire la competitività dei committenti, contribuendo ad una migliore qualità dei progetti, una maggiore sostenibilità ambientale delle opere, una corretta gestione del rischio archeologico e un’ottimizzazione dei costi; fornire le necessarie competenze di integrazione “trasversale” sul piano economico-aziendalistico, tecnico e normativo, per una ottimale gestione del rischio nelle situazioni più complesse; mettere a disposizione competenze “verticali” coerenti con il percorso accademico di provenienza per una gestione integrata dell’archeologia nel ciclo di progetto.

venerdì 29 luglio 2011

Professione Archeologo. L'ANA Puglia istituisce un "osservatorio regionale dei bandi e degli esiti di gara"

Riporto qui di seguito la nota con la quale la sezione pugliese dell'Associazione Nazionale Archeologi ha presentato un'importante iniziativa a tutela della professione.


"ANA Puglia contro l'affidamento di incarichi di schedatura archeologica ad aziende non titolate.

La sezione pugliese dell'ANA ha istituito l'Osservatorio regionale dei bandi e degli esiti di gara, per evitare anomalie e per far riconoscere la nostra professione all'interno del mondo lavorativo.
Per il primo caso di osservatorio l'ANA ha agito a Taranto, considerando la curiosa scelta del Comune di affidare a una azienda di servizi informatici un lavoro di schedatura e messa in rete di dati relativi ad evidenze archeologiche ricadenti nel territorio comunale.
Risultano infatti poco chiari i procedimenti di affidamento di tale incarico, che non hanno previsto emanazione di bandi né tantomeno il ricorso in primis, come sarebbe logico, alla categoria degli archeologi.
Di concerto con il Coordinamento turistico ViviTaranto e le cooperative archeologiche di zona, l'ANA ha provveduto a inviare al Sindaco e ai dirigenti una lettera di richiesta di delucidazioni circa l'accaduto e di annullamento del procedimento.
I rappresentanti ANA hanno avuto inoltre modo di contattare il consigliere comunale Mario Stante, il quale ha richiesto un'interrogazione consigliare sulle vicende relative all'affidamento e ha proposto l'annullamento di tale incarico.
Relazioneremo a breve sulle evoluzioni di questa situazione."

Professione archeologo. L'ANA Sardegna incontra il Magnifico Rettore Prof. Attilio Mastino

La sezione Sardegna dell'Associazione Nazionale Archeologi dedica parte della sua attività a promuovere una fattiva collaborazione con le istituzioni e gli enti locali, al fine di contribuire a migliorare la formazione e le condizioni lavorative degli archeologi che operano nell'isola.
In questa prospettiva è avvenuto l'incontro con il Prof. Attilio Mastino, Magnifico Rettore dell'Università di Sassari, nel quale l'ANA ha proposto alcuni temi di confronto quali il rilascio di attestati ufficiali per i rapporti di collaborazione post lauream con l’Università che valgano a tutti gli effetti come attività lavorativa, utili per fini concorsuali; la realizzazione di corsi di aggiornamento professionale convenzionati; l'archeologia preventiva. 
Il Magnifico Rettore ha ribadito la disponibilità dell'Ateneo sassarese al confronto e alla collaborazione, già espressa nel dicembre scorso in occasione del XIX Convegno internazionale di studi L’Africa romana tenutosi a Sassari, nel quale l'ANA ha avuto uno spazio idoneo per presentare temi e problemi della professione l'attività dell'Associazione.

http://www.sassarinotizie.com/articolo-6116-l_associazione_nazionale_archeologi_incontra_il_rettore_all_universita.aspx

http://lanuovasardegna.gelocal.it/cronaca/2011/07/24/news/gli-archeologi-incontrano-il-rettore-4675816

http://notizie.alguer.it/n?id=42442